VICENZA,EFFETTO CALDO SU TURISMO: SOFFRE LA PIANURA
Un’estate a due facce secondo albergatori e ristoratori vicentini: le temperature anomale delle scorse settimane hanno generato un aumento degli introiti nella montagna vicentina a scapito della pianura. Se da un lato 3 albergatori su 4 e 1 barista su 2 dell’Altopiano di Asiago sono molto soddisfatti della stagione, dall’altro la situazione si capovolge: 3 gestori su 4 evidenziano una riduzione degli incassi. Uno su tre, tra bar e ristoranti, ha dovuto fare i conti con una diminuzione tra il 10 e il 20 per cento, ma anche oltre; ne hanno fatto le spese, con particolare intensità, le attività di Vicenza e hinterland. A “fotografare” un territorio diviso in due dagli effetti del clima è il questionario sull’andamento della stagione estiva 2026, inviato alle imprese del settore turismo della provincia associate a Confcommercio Vicenza. Rispetto al 2025 cresce quindi la clientela della montagna mentre in pianura diminuisce e i turisti italiani spendono sempre meno.
Se gli andamenti a livello di presenze sono molto differenti da zona a zona, c’è un aspetto che accomuna un po’ tutti gli operatori: la tendenza dei clienti italiani, a stringere i “cordoni della borsa”. Un aspetto che ha portato, negli alberghi, ad una minore fruizione di servizi extra e, soprattutto in Altopiano di Asiago, una riduzione della permanenza. Nei pubblici esercizi i clienti hanno “tagliato” in particolare il consumo di vino e bevande alcoliche, ma c’è anche chi ha ridotto il numero delle portate. Secondo il Presidente di Confcommercio Nicola Piccolo, è necessario aumentare l’appeal anche in estate investendo su eventi, cultura, esperienze. Ma serve soprattutto un rilancio dei consumi alleggerendo i costi fissi delle famiglie, che non solo spendono meno in vacanza, ma anche nella vita di tutti i giorni e questo influisce direttamente sulla tenuta economica delle imprese del commercio e del turismo, che continuano a confrontarsi con costi elevati e margini sempre più difficili da difendere.