OMICIDIO PICCOLA LEA: I GENITORI CHIEDONO GIUSTIZIA
La pubblica accusa ha chiesto 6 anni di reclusione per Fabio Zattera, il 56enne vicentino, titolare di una carrozzeria, che il 16 febbraio dello scorso anno ha investito e ucciso la piccola Lea Stevanovic in viale Italia a Olmo di Creazzo. Ieri nelle aule del tribunale di Vicenza è iniziata l’udienza preliminare per l’uomo accusato di omicidio stradale aggravato dalla guida in stato di ebbrezza che si era messo alla guida con un tasso alcolemico di 1,7 grammi per litro, ben al di sopra del limite consentito: un elemento che secondo gli inquirenti sarebbe risultato determinante nel causare il terribile sinistro. Fabio Zattera è stato arrestato dai carabinieri a inizio marzo su ordine del giudice dopo l’esito dell'alcoltest.
Lea, di appena 10 anni, si trovava in un parcheggio lungo la strada con il papà e un amichetto che è rimasto ferito in modo lieve alla mano, lei è invece stata travolta dal suv ed è morta dopo qualche giorno trascorso in condizioni disperate per i traumi riportati, in terapia intensiva pediatrica del San Bortolo. Il giudice dell’udienza preliminare ieri, dopo avere ascoltato il pubblico ministero, ha rinviato l'udienza a lunedì prossimo quando verranno ascoltati i difensori di Zattera, nonché il legale che rappresenta i genitori di Lea. Nonostante il pubblico ministero fosse partito con una pena iniziale di 11 anni, tra la riduzione di un terzo per il rito abbreviato scelto dall’imputato e le attenuanti generiche si è arrivati ad una richiesta di 6 anni di reclusione. Per i genitori di Lea nessuna pena è sufficiente e continuano a chiedere giustizia.