GUERRA, MELONI VACILLA E TRUMP REAGISCE ATTACCANDO
I colpi di testa di Donald Trump ora cominciano a creare i primi imbarazzi. Anche per chi le politiche del presidente americano le aveva finora espressamente sostenute come il governo italiano, ma ora si ritrova nella scomoda posizione di dover fare ammenda e chiedere all’Europa di fare qualcosa per salvare il salvabile.
Dopo i negoziati falliti negli ultimi giorni per far cessare il conflitto tra Iran e Stati Uniti, i dialoghi – assicurano fonti ben informate – riapriranno nei prossimi giorni, non è chiaro se con la mediazione ancora del Pakistan o addirittura quella della Cina, visto che Pechino ha presentato agli Emirati Arabi una proposta di pace in quattro punti per il Medio Oriente. Sta di fatto che dopo aver attaccato l’attaccabile, ed aver annunciato promesse che gli eventi hanno puntualmente sconfessato, Trump se l’è presa persino con il Papa, dicendo che Leone è stato eletto per merito suo e postando immagini che lo ritraggono come il Messia che cura i malati e santifica il mondo. Peccato che anche questo, ormai, stia facendo ricredere anche gli ambienti Maga e molti cattolici americani. Il presidente americano è passato alla fase due: raffigurarsi come un dio. O forse come un ayatollah, disgraziatamente: cosa che ha indotto persino l’Italia, con Giorgia Meloni presente a Vinitaly a Verona, a rivedere le sue posizioni.
“Sono scioccato da Meloni, pensavo avesse coraggio”, ha detto oggi Trump in una telefonata al Corriere della sera, “A voi italiani piace il fatto che non stia facendo nulla per ottenere il petrolio?”. Oltre al rapporto con gli Stati Uniti, però, il governo italiano ha sospeso il rinnovo automatico dell’accordo di difesa con Israele: altro segno eloquente, della situazione in totale divenire sulla politica estera. Anche perché le ricadute pratiche della crisi energetica sono ormai sotto gli occhi di tutti: i carburanti continuano a crescere in tutto il globo, per la FAO questo potrebbe causare nei prossimi mesi una pesante inflazione e una conseguente crisi alimentare globale. Motivo per cui oggi l’Italia, alleata di un Trump allo sbaraglio e di un Netanyahu difficilmente difendibile all’infinito, torna a chiedere aiuto all’Europa. Soprattutto nell’aprire alla possibilità di sospendere il patto di stabilità: il Governo no può stanziare fondi per frenare inflazione e costi dell’energia, finché per farlo dovrà rimanere nei parametri del deficit.