SICUREZZA SUL LAVORO, ALLARME IN VENETO
In Veneto gli infortuni sul lavoro restano stabilmente intorno ai 70mila l’anno, con circa un centinaio di vittime. È l’allarme lanciato dalla Cisl regionale alla vigilia della giornata mondiale dedicata alla sicurezza nei luoghi di lavoro.
Oltre 250 delegati si sono riuniti a Marghera per fare il punto su numeri che, nonostante gli sforzi, continuano a preoccupare. Nei primi due mesi del 2026 le denunce di infortunio sono poco sopra quota 10mila, in lieve aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Segnale più incoraggiante sul fronte dei decessi: otto vittime contro le quindici del 2025.
Ma il quadro generale resta critico. Nell’ultimo anno oltre il 3% dei lavoratori veneti ha subito un incidente. A livello nazionale tornano a crescere i casi mortali, saliti a 111.
A pagare il prezzo più alto sono soprattutto i lavoratori tra i 45 e i 54 anni. Ma cresce anche il coinvolgimento dei più giovani, con un aumento significativo degli under 25. Preoccupano infine i dati sugli stranieri: rappresentano poco più di un quarto degli infortunati, ma il 40% delle vittime.
In aumento anche le malattie professionali. Un quadro che conferma, ancora una volta, come la sicurezza sul lavoro resti una sfida aperta.