I 70 ANNI DI BIBIONE, E ORA UNO SGUARDO AL FUTURO
Non tutti lo sanno, certamente i giovani che la frequentano molto probabilmentre ne ignorano la storia particolare. Ma quella che oggi conosciamo come Bibione non è una località ricca di storia, di aneddoti e di secoli di mutazioni e crescita. Anzi: tecnicamente come luogo turistico e balneare è nata appena a metà Novecento, su un territorio in cui sì, qualche pescatore e agricoltore c'è sempre stato negli ultimi mille anni, ma nel quale, fino alle bonifiche compiute tra la nascita del Regno d'Italia e gli anni trenta del secondo scorso, c'era ben poco da vivere in quelle aree paludose e malsane. Solo nel 1956 iniziò allora lo sviluppo turistico di Bibione: arrivarono luce e acqua corrente, i primi alberghi lo sviluppo delle spiagge.
Ed è così che l'isola alla destra del Tagliamento è diventata un'importante località turistica per famiglie. Il tutto in soli settant'anni, celebrati in questi giorni con iniziative e spunti di riflessione, tra aneddoti e ricorsi di chi l'ha vista nascere e crescere, e proiettarsi oggi verso il futuro.
Presente non per caso alle celebrazioni, anche il ministro del turismo Gianmarco Mazzi. Uno che a Bibione c'è stato, eccome, proprio da turista, e che oggi ne studia il futuro su tre direttrici fondamentali: la delocalizzazione, e cioè una maggiore integrazione tra località e territorio circostante; la digitalizzazione, per intercettare i turisti con le nuove tecnologie; e infine la destagionalizzazione, con un’offerta più ricca e capace di attrarre visitatori anche fuori stagione, puntando per esempio sull'ambiente e sull’enogastronomia.