FORMAZIONE, SICUREZZA E REGOLE: BASTA MORTI BIANCHE
Che cosa è successo all'artigiano di 51 anni ritrovato senza vita all'interno dell'ascensore del cantiere di via Goito, a Padova? Sono tanti gli interrogativi ancora senza risposta su cui le indagini degli inquirenti cercano di fare luce. Il lavoratore 51 enne, di origine albanese ma da tempo trapiantato e occupato nel vicentino con la sua ditta, è stato ritrovato senza vita giovedì mattina, dopo ore di angoscia in cui i familiari avevano perso le sue tracce. E se sia caduto, se sia scivolato o abbia avuto un malore prima di finire nel vano ascensore della palestra in ristrutturazione in cui lavorava, questo solo gli esami potranno dirlo con certezza. Di certo è la 19esima vittima del lavoro in provincia di Padova da inizio anno, un anno nero. E ancora una volta è un lavoratore del comparto edile: una tragica e frequente constatazione che non si può tacere in questa giornata. Troppo frequenti, anche recentemente, sono i casi di infortuni anche gravi dovuti a imprudenza, eccessiva sicurezza nei propri mezzi, sottovalutazione del rischio.
Proprio Padova, oggi martoriata da un anno nero sotto il profilo degli infortuni mortali sul lavoro, si candida invece a diventare città simbolo della lotta contro gli incidenti. A ottobre, infatti, proprio la UIL, che nella città del Santo ha recentemente organizzato il suo congresso nazionale, inaugurerà con le istituzioni e il segretario generale Bombardieri un murales, in zona Stanga, dedicato alle vittime del lavoro.