ABUSI AL BARBARIGO: L’ACCUSA CHIEDE 6 ANNI E 8 MESI
"Fatti gravi, tutt’altro che episodi di lieve entità". È stato con questa motivazione che il pubblico ministero, Sergio Dini, ha chiesto la condanna a sei anni e otto mesi per Francesco Saviane, l'ex seminarista e insegnante di religione accusato di plurimi episodi di violenza sessuale aggravata.
Un'udienza lampo, la seconda andata in scena a porte chiuse e in camera di consiglio nell'aula del tribunale di Padova davanti al GIP, Claudio Marassi: il giudice avrebbe dovuto ascoltare l'accusa, la difesa, e gli avvocati di almeno cinque parti civili costituitesi contro l'ex insegnante, presente in aula e attento a sviare quasi del tutto le telecamere, ma ha invece lasciato la parola al pubblico ministero e poi ha aggiornato l'udienza all'11 novembre: è forse in quella data, che arriverà la sentenza contro Saviane.
L'ex seminarista rischia una condanna a 6 anni e 8 mesi, se verrà accertata la sua responsabilità come ricostruito dalla Procura di Padova, e 100 mila euro ciascuno alle vittime, ragazzi e ragazze, che si sono costituite chiedendo un risarcimento. E sarebbe una condanna pesante, se consideriamo che è già scontata di un terzo dal momento che Saviane ha scelto al strada del rito abbreviato.
Tutto era emerso dopo le prime denunce, arrivate in primavera da parte di alcuni studenti: sette ragazzi, maschi e femmine, tutti minorenni all’epoca dei fatti e che Saviane seguiva come educatore, in particolare quando ricopriva il ruolo di insegnante di religione all'Istituto Barbarigo di Padova. Episodi ripetuti e iniziati, come ricostruito dalle indagini della Squadra mobile, almeno al 2017, per interrompersi nel marzo di quest'anno quando, dopo la denuncia di un ragazzo, Saviane era finito agli arresti domiciliari in canonica, mettendosi contro le rimostranze dei parrocchiani di San Lorenzo, ad Albignasego, e costringendo il vescovo in persona a prenderne le distanze, prima di rimuovere dalla parrocchia anche don Cesare Contarini, che oltre ad avergli dato accoglienza aveva anche l'aggravante di non poter non conoscere le accuse a suo carico, visto che era stato rettore del Barbarigo proprio nel periodo in cui Saviane era stato per la prima volta accusato e destituito. Dopo al richiesta dell'accusa, i prossimi passi sono le parole della difesa, l'avvocato Ernesto De Toni, e le richieste delle parti civili: la sentenza potrebbe arrivare l'11 novembre.