VERTICE SUL NUOVO OSPEDALE: “I TEMPI NON CAMBIANO”
Università, regione del Veneto e comune di Padova tornano, come promesso, a discutere del nuovo ospedale di Padova Est. Lo fanno nelle sale di palazzo del Bo, come certifica l'unica immagine resa pubblica dall'entourage del presidente Stefani al termine di una riunione celebratasi in un contesto top secret. Bocche cucite, al termine del vertice a tre, in merito al futuro del nuovo Policlinico ospedaliero della città. La partita in effetti è troppo grossa, per lasciarsi sfuggire qualche parola non misurata a dovere.
Due, sono attualmente le grandi questioni sul tavolo: le valutazioni che si stanno compiendo negli uffici della regione, dell'ateneo e dell'assessorato alla Sanità a Venezia con l'obiettivo di valutare eventuali modifiche da apportare al polo della salute prima di dare il via libera al definitivo progetto esecutivo, che da cronoprogramma (confermato senza ritardi) dovrebbe arrivare entro la fine di quest'anno. Secondo, la possibilità di finanziare l'intera costruzione non più grazie al prestito dell'Inail, che era già stato approvato dall'ente, bensì con i fondi del Ministero della Salute rendendolo un ospedale id terzo livello, e adeguando perciò spazi, strutture e tecnologie in virtù di quest'aspetto. Una strategia finanziaria precisa, come aveva spiegato il presidente Alberto Stefani alcuni giorni fa sui Colli Euganei.
Tutti d'accordo, infine, su un altro punto: quello di "preservare e valorizzare il patrimonio sanitario esistente", e cioè di assicurare continuità ad alcune strutture dell'attuale giustinianeo e soprattutto del Sant'Antonio, che regione e comune vogliono inserire nel disegno complessivo della futura rete ospedaliera cittadina.