VENEZIA LA CITTÀ FOSSILE
A Venezia i posti letto per i turisti superano il numero dei residenti stabili, scesi sotto la soglia critica dei 49mila abitanti dove un tempo erano 200mila.
I dati dell’Osservatorio OCIO fotografano un sorpasso storico drammatico: nella Venezia insulare ci sono ufficialmente più posti letto per i turisti, 50mila, che per i residenti stabili. Negli ultimi cinque anni, in media, ogni due giorni una casa è scomparsa dal mercato residenziale per essere trasformata.
A incidere in questa metamorfosi il business degli affitti brevi. Oltre l’80% degli annunci sulle piattaforme online offrono interi appartamenti gestiti in modo professionale. La redditività è superiore ai 200 euro a notte: una cifra che annulla i contratti a lungo termine che sono fuori competizione. L’abbandono lasciato da chi si trasferisce in terraferma vengono saturati istantaneamente dai flussi turistici.
Il risultato? Una città che perde la propria identità culturale. I negozi di vicinato chiudono per fare spazio a negozi di souvenir, mentre i giovani sono costretti ad alloggiare a Mestre o Marghera per trovare alloggi accessibili.
La Città della Serenissima è diventata un museo: una architettura perfetta, ma senza veneziani. Sta diventando un fossile.
Ma la politica cosa sta facendo?
L’azione del Comune si muove tra forti tensioni dettate dalla enorme speculazione.
L’ultimo tentativo concreto di regolamentare il fenomeno ha subito un arresto definitivo. L’amministrazione aveva redatto un provvedimento imponendo un limite massimo di 120 giorni l’anno per gli affitti brevi non privati. Una proposta rimasta bloccata in Commissione.
Ora la spinta arriva dal basso: i comitati civici hanno avviato le procedure per un Referendum Comunale autogestito. Un’iniziativa che vuole rimettere l'emergenza dello spopolamento al centro delle problematiche pubbliche.
Nel mentre, si punta sulla repressione, la Polizia Locale e la Guardia di Finanza hanno avviato ispezioni a tappeto nel centro storico, rivelando decine di locazioni turistiche irregolari.
Se non torna una nuova economia a Venezia tutte le proposte hanno poco valore. Quello che è importante è creare un punto Franco. I Veneziani tornano ad attivarsi e così facendo la città sii rianima creando un indotto che si riflette sul Veneto.