DUE MILIONI PER LA SICUREZZA DI VIA PIAVE
Due milioni di euro per provare a cambiare volto a una delle zone più difficili di Mestre.
È il finanziamento destinato all’area compresa tra la stazione ferroviaria e via Piave, dove da anni si concentrano le maggiori preoccupazioni di residenti e commercianti.
L’accordo tra ministero dell’Interno e Regione Veneto prevede interventi sulla sicurezza e sulla riqualificazione urbana. A gestire i progetti sarà il Comune, sulla base delle indicazioni della Prefettura.
Una parte consistente delle risorse servirà a potenziare la videosorveglianza. Le nuove telecamere andranno ad aggiungersi alla rete già attiva in città e saranno collegate alla Smart Control Room.
Ma non ci saranno soltanto telecamere. Tra gli interventi previsti ci sono una nuova illuminazione, la sistemazione dei cassonetti e misure contro l’abbandono dei rifiuti. L’obiettivo è rendere più curati e controllati gli spazi pubblici.
Interventi che arrivano dopo anni di iniziative per provare a riportare persone e attività in via Piave. Ma il problema resta: spaccio, degrado e fenomeni di microcriminalità continuano a pesare sulla vita del quartiere e, soprattutto, sulla percezione di sicurezza di chi ci abita.
Ed è proprio qui che si pone la questione: due milioni di euro e più videosorveglianza possono bastare?
Probabilmente no, se l'obiettivo è affrontare il problema alla radice.
La sicurezza passa anche dalla capacità di riportare vita nelle strade. Coinvolgere maggiormente i cittadini, sostenere associazioni e iniziative, creare occasioni di incontro può aiutare a restituire gli spazi pubblici a chi vive il quartiere.
E c’è poi il commercio. Favorire la riapertura e la presenza dei negozi di vicinato significa anche creare una presenza quotidiana nelle strade. Le attività commerciali possono essere un primo presidio di socialità e di legalità, oltre a contribuire a rendere il quartiere più vivo.
Infine, il controllo del territorio. Servono presenze più capillari delle forze dell’ordine, soprattutto nelle aree e negli orari più esposti.
Perché il risultato non si misura soltanto nel numero di telecamere installate o nelle strade riqualificate.
Si misura nella possibilità, per un residente, di attraversare via Piave senza paura. Di giorno e, soprattutto, anche la sera.
È questo il vero obiettivo: non soltanto controllare il quartiere, ma restituirlo a chi lo vive.