TENSIONI ALLA BIENNALE: MANIFESTAZIONE ANTI ISRAELE
Biennale d’Arte senza pace, proteste e manifestazioni anche nell’ultimo giorno della pre apertura. Maxi mobilitazione dei centri sociali venerdì pomeriggio contro la presenza di Israele proprio nel giorno dell’inaugurazione del padiglione dello Stato Ebraico.
Arsenale blindatissimo fin dalle prime ore del mattino, agenti in tenuta anti sommossa. Ma anche una ventina di padiglioni chiusi per lo sciopero dei lavoratori della cultura.
A metà pomeriggio poi via al corteo, composto da circa tremila persone, che da Via Garibaldi si è mosso verso il padiglione israeliano all’Arsenale. No al genocidio in Palestina, no a un’economia sempre più militare, solidarietà ai due attivisti della Global Sumud Flottilla ancora detenuti in Israele.
Una pre apertura segnata dalle manifestazioni, scattate già da martedì. Da un lato quelle contro Israele, dall’altro quelle contro la Russia, sulla cui riapertura del padiglione si discute da mesi. Contrario il Ministro della Cultura Giuli, assente alla preapertura. Di tutt’altro avviso il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, in laguna venerdì pomeriggio per l’inaugurazione del padiglione Italia. "Sono qui per Venezia e per la Biennale e per mettere il mio mattoncino per porre fine a polemiche che non dovrebbero coinvolgere una realtà straordinaria come la Fondazione Biennale" ha detto Salvini.
Mentre Antonio de Poli, segretario nazionale Udc, commenta così le scelte di Buttafuoco.