TV7 NEXT - MINERALI CRITICI E TERRE RARE
TV7 NEXT è un programma di Claudia Chasen - Regia e montaggio di Nicola Chasen.
Bentornati a TV7 Next. La transizione energetica viene spesso raccontata come una strada pulita, lineare, quasi inevitabile: più batterie, più auto elettriche, più turbine eoliche, più pannelli solari, meno combustibili fossili. Ed è vero che questa direzione sia necessaria. Ma un nuovo report dell’Università delle Nazioni Unite ci ricorda che anche la transizione ha una parte nascosta, fatta di miniere, acqua consumata, rifiuti tossici e territori che rischiano di pagare il conto più alto. Il documento si intitola Critical Minerals, Water Insecurity and Injustice ed è stato pubblicato dallo United Nations University Institute for Water, Environment and Health. Il punto centrale è semplice e scomodo: i minerali critici, cioè litio, cobalto, rame, terre rare e altri materiali indispensabili per batterie, data center, tecnologie rinnovabili e veicoli elettrici, vengono spesso estratti in aree già fragili dal punto di vista idrico e sociale. Nel 2024, la sola produzione globale di litio avrebbe richiesto 456 miliardi di litri d’acqua: l’equivalente del fabbisogno domestico annuo di circa 62 milioni di persone nell’Africa subsahariana. Nel Salar de Atacama, in Cile, le attività minerarie arrivano a coprire fino al 65% del consumo idrico regionale, entrando in competizione con agricoltura, comunità locali ed ecosistemi. E poi c’è il tema degli scarti. Per ottenere una tonnellata di terre rare utilizzabili, il processo può generare fino a 2.000 tonnellate di rifiuti, spesso contenenti acidi, metalli pesanti e residui radioattivi. Non è proprio il lato migliore della transizione verde. Il report parla di “zone di sacrificio”, un’espressione dura, ma efficace: luoghi in cui i benefici della transizione vengono consumati altrove, mentre i costi ambientali e sanitari restano sul territorio. In alcune aree minerarie della Repubblica Democratica del Congo, l’inquinamento delle acque legato a cobalto e rame si accompagna a impatti sanitari gravi. In Cile, nella regione di Antofagasta, vengono segnalati tassi di tumore polmonare molto superiori alla media nazionale. Il messaggio, però, non è fermare la transizione. Sarebbe una lettura comoda, ma sbagliata. Il messaggio è farla meglio. Significa investire in tecnologie estrattive meno impattanti, rafforzare il riciclo di litio, cobalto e terre rare, progettare prodotti più durevoli, ridurre la dipendenza da filiere opache e imporre regole più solide sulla responsabilità delle imprese. Oggi il riciclo copre ancora meno del 5% della domanda di litio: troppo poco per cambiare davvero il sistema. La transizione energetica resta indispensabile, ma non può limitarsi a spostare l’inquinamento da una parte all’altra del pianeta. Se vogliamo che sia davvero sostenibile, deve guardare anche sotto la superficie, analizzare ciò che avviene nelle miniere e lungo le falde che si abbassano. Perché una tecnologia che possiamo veramente definire pulita, non lo è solo quando arriva nelle nostre città. Lo è quando lo è l’intera filiera non lasciamo qualcun altro a pagare il prezzo dei nostri benefici.
TV7 NEXT è un programma di Claudia Chasen - Regia e montaggio di Nicola Chasen