STRAGE DEL BUS, CHIESTO IL PATTEGGIAMENTO
Nuovo capitolo giudiziario per la strage del bus di Mestre, precipitato dal cavalcavia superiore di Marghera tre anni fa. I sette funzionari e i dirigenti comunali indagati per omicidio stradale plurimo hanno concordato con i pm veneziani pene inferiori a due anni. La gip Benedetta Vitolo si è riservata di decidere e ha fissato la prossima udienza per il 28 ottobre.
Gli indagati sono accusati di negligenza per il "varco" nel guardrail che avrebbe consentito al mezzo di precipitare dal cavalcavia.
Era il 3 ottobre del 2023 quando nell’incidente persero la vita 22 persone compresi l’autista e cinque minori. In 14 rimasero feriti. Stando a quanto ricostruito nell'inchiesta, l'autobus della società La Linea, con a bordo turisti diretti al camping Jolly di Marghera, viaggiava a circa 50 chilometri orari, quando l’autista perse il controllo del mezzo. Il bus andò ad impattare contro la barriera di sicurezza e proseguì la sua corsa fino a quando, "trovato un varco di circa 2,40 metri", precipitò nel vuoto.
Ad oggi più di cento persone di diverse nazionalità tra famigliari delle vittime e feriti hanno ricevuto un risarcimento dalla compagnia assicurativa. La stessa compagnia si è rivalsa sul comune facendo leva sulle possibili responsabilità dell’ente per le condizioni del cavalcavia ritenute non a norma proprio per la presenza del varco nel guardrail.