TURBATIVA D’ASTA: BUFERA SULLA CABINOVIA OLIMPICA
Doveva essere una delle infrastrutture simbolo delle Olimpiadi di Milano-Cortina, e invece ora rischia di diventare uno dei più grossi flop della campagna infrastrutturale dei giochi invernali. La cabinovia di Apollonio-Socrepes, annunciata per quasi ultimata ancora ai primi di febbraio, e cioè prima dei giochi olimpici e paralimpici ospitati dall'Italia, in realtà non è mai entrata in funzione, il cantiere è rimasto aperto e sotto di esso c'è una frana che continua a muoversi. Oggi l'ultima novità: la procura di Belluno ha aperto un'inchiesta.
Dopo le Corte dei Conti, che aveva aperto un fascicolo e a novembre scorso aveva messo tutti in guardia sulle criticità dell’impianto, oggi arrivano i magistrati bellunesi che indagano per turbativa della gara d'appalto. Gli ufficiali della squadra mobile di Belluno del servizio centrale operativo di Roma, da stamattina stanno procedendo a perquisizioni nelle sedi di Simico, la società che ha gestito i cantieri per Milano-Cortina, e della Graffer srl, quella che ha vinto l'appalto per la cabinovia. Perquisizioni e sequestri che vengono operati tra Roma, Milano, Brescia, Napoli e Cortina d'Ampezzo, nei confronti di diversi soggetti posti sotto indagine.
Il sospetto della procura di Belluno è che con accordi collusivi e modalità fraudolente, l'assegnazione dei lavori sia stata pilotata verso la Graffer, storica società costruttrice di impianti a fune con sede a Lonato del Garda, nel bresciano, a scapito di altre ditte interessate. Ma ancor peggio, secondo i magistrati bellunesi, tutto ciò sarebbe stato fatto anche nella piena consapevolezza che i tempi a disposizione non sarebbe stati compatibili con la messa in funzione dell'impianto in vista dei giochi olimpici. Si è cominciata un'opera con fondi olimpici, e che doveva servire a portare sulle piste olimpiche migliaia di tifosi, pur sapendo che non si sarebbe mai finito in tempo. L'ennesimo bubbone è solo all'inizio.