CULTURA: L'ARMA PER FERMARE LA VIOLENZA DI GENERE
Violenza di genere e femminicidi non sono emergenze passeggere, sono una ferita aperta e profonda nella nostra società. Dietro ogni 'statistica' c'è una vita spezzata, un progetto di futuro cancellato e l'indelebile dolore di chi è privato di una figlia, di una madre o di un'amica. La violenza di genere e i femminicidi ci sbattono in faccia il fallimento della nostra cultura tanto decantata. Per combattere queste piaghe non bastano le sole riforme legislative o l'inasprimento delle pene, deboli freni a quanto accade. Urge una rivoluzione che parta dall'educazione affettiva tanto osteggiata da una parte della politica e dall'insegnamento del rispetto in: famiglia, scuola, negli ambienti religiosi e di lavoro . Fondamentale accrescere la cultura dell'accettazione del no. Dobbiamo imparare a vedere la sconfitta come arma di crescita personale e non di rivalsa. Importante inoltre resettare nelle nuove generazioni gli stereotipi di genere che spesso albergano nei padri cresciuti a luoghi comuni , barzellette e idea di possesso. Insegnando che il vero amore è lasciare andare quando un rapporto finisce. Allo stesso tempo, le istituzioni devono garantire reti di supporto tempestive e sicure. I centri antiviolenza e i codici di protezione per le vittime vanno potenziati affinché nessuna donna sia lasciata sola e non abbia il coraggio di denunciare. Riflettere su quanto accade costantemente significa assumersi una responsabilità comune: garantendo a ogni donna il diritto inviolabile di vivere la propria esistenza in sicurezza e libertà.