ADDIO TINTO BRASS, VOCE LIBERA DEL CINEMA VENEZIANO
Era nato a Milano nel 1933, e negli ultimi cinquant'anni aveva vissuto praticamente sempre a Roma. Ma Tinto Brass, leggendario regista maestro del cinema erotico italiano, scomparso oggi nella capitale all'età di 93 anni, aveva un legame con Venezia e con il veneto che andava ben oltre le sue origini. 'Venezia mi è madre, moglie e amante', aveva detto una volta. Ed era in effetti di famiglia veneziana, Tinto Brass: il nonno, pittore goriziano, si era trasferito in Laguna acquistando l'Abbazia della misericordia per esporre le sue opere; il padre era invece un affermato avvocato penalista, ed è proprio nella Venezia del secondo dopoguerra che Tinto, all'anagrafe Giovanni Brass, era cresciuto tra calli e campielli, iscrivendosi alla facoltà di giurisprudenza a Padova e poi concludendo gli studi a Ferrara. Fu dagli anni Cinquanta, che le esperienze come aiuto-regista di Cavalcanti e Rossellini gli aprirono le porte della settima arte, chiudendogli quelle – per la verità per lui non troppo appassionanti - del diritto. Nel 1957 si trasferì a Parigi , e nel 1963 debuttò alla regia, e alla Mostra del Cinema della "sua" Venezia, con "In capo al mondo", che nonostante gli applausi alla Biennale fu colpito subito dai fendenti della censura. Una battaglia che il regista aprì su tutti i fronti, in quell’Italia in cui il suo essere libertario e anticonformista acquisiva sempre maggior rilevanza sociale. "L'urlo", uscito nel '68 e in Italia vietato fino al '72, aprì la stagione del suo cinema: un cinema voluttuoso e sensuale, film erotici che rimangono critica alle imposizioni sociali, immagini una sensualità leggera, spontanea e priva di colpe. A Venezia, quest'anno, la preapertura della Mostra era stata dedicata proprio a lui, con la versione restaurata di "Col cuore in gola", proiettata in anteprima mondiale lo scorso primo settembre al Lido. Quel Lido che oggi saluta Tinto Brass, spentosi a 93 anni. Una figura, partita da Venezia, città libera e libertina, per diventarne firma indelebile del cinema.