LO SGUARDO OLTRE LA CRISI: OCCHI AL SUDEST ASIATICO
Lo scenario geopolitico in continuo mutamento produce scompensi finanziari che sono sotto gli occhi di tutti. Ma chiudere i canali più tradizionali (figurativamente e non) del nostro commercio, della cooperazione e dell’interscambio, significa anche andare alla ricerca di nuove rotte o incrementare quelle che sinora erano state meno importanti. E il Sud-Est asiatico, in questo senso, è un bacino che per le aziende italiane, e in particolare quelle del triveneto, può rappresentare un nuovo punto di approdo strategico. Se n’è parlato nell’Università di Padova, location di un panel di approfondimento che ha ospitato ben sette rappresentanti diplomatici dell’ASEAN Committee che ha sede a Roma e riunisce le rappresentanze di Malesia, Indonesia, Vietnam, Filippine e Thailandia.
Dal punto di vista imprenditoriale, il tessuto produttivo italiano e quello dei Paesi Asean hanno alcuni caratteri comuni: la presenza, in particolare di molte piccole e medie imprese a conduzione familiare, per esempio. Ecco perché reciprocamente queste due aree hanno ancora molto da imparare l’una dall’altra – anche dal punto di vista accademico – senza dimenticare che l’Asia può essere terreno di grandissime opportunità proprio per le nostre aziende.