230MILA EURO PER LA GEOTERMIA IN VENETO
Energia pulita che arriva direttamente dalle profondità della terra. Nel Bacino Termale Euganeo sta partendo una nuova sperimentazione sulla geotermia: la Regione ha stanziato 230mila euro per la realizzazione di nuovi pozzi, il riutilizzo di impianti già esistenti e l’installazione di sonde geotermiche senza prelievo di acqua.
Gli interventi previsti, dal Decreto del 13 gennaio 2026, sono 15 in tutta la zona di cui 4 ad Abano Terme e 2 a Montegrotto.
Il calore viene utilizzato per due scopi: i sistemi a bassa temperatura sono impiegati nel riscaldamento mentre quelli ad alta temperatura producono elettricità.
L’Italia ha un potenziale di energia geotermica estraibile elevatissimo. Pensate che ne basterebbe una piccola parte per coprire l’intera domanda della Penisola.
Partendo dalla storica centrale di Larderello, costruita all’inizio del ‘900 in Toscana, fino ai bacini di Veneto, Friuli - Venezia Giulia, Campania, Sicilia ed Emilia Romagna.
Nonostante ciò attualmente l’energia geotermica non copre neanche il 2% della produzione elettrica nazionale e rappresenta soltanto il 5% dell’energia rinnovabile.
Se guardiamo all’Europa, Turchia, Islanda e Italia costituiscono il podio dell’energia geotermica. Una risorsa da rendere ancora più diffusa.