TAV, NO AL “SALTO DEL MONTONE”: COMUNE CONTRO RFI
L’uscita a est della TAV, il cosiddetto terzo lotto, è al centro del panorama politico nazionale e locale perché proprio venerdì sera è arrivata a Vicenza e in Veneto la comunicazione di Rete Ferroviaria Italiana in accordo con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti come un fulmine a ciel sereno. Questa comunicazione ha messo nero su bianco l’ipotesi progettuale di realizzazione del tratto ferroviario di Alta Velocità che interessa Vicenza, dalla stazione a Setteca’, in superficie, con scavalco della linea storica. Soluzione cosiddetta “a raso” indicata come la migliore nella pec inviata venerdì ma fortemente respinta dalla Giunta di Palazzo Trissino.
Il “salto del montone” sarebbe un cavalcaferrovia in cemento alto 10 metri, che con l’aggiunta delle barriere antirumore, arriverà a misurare circa 18 metri dal suolo, l’equivalente di un condominio di cinque piani. Un’opera che il Comune non smette di respingere. Si conterebbero inoltre 47 edifici da abbattere lungo il tratto ferroviario. Il Comune chiede di approfondire fino in fondo l’opzione zero permanente, qualora tecnicamente percorribile, e, in alternativa, adottare le soluzioni che consentano di mantenere l’infrastruttura in ambito interrato, evitando la realizzazione dello scavalco ferroviario.