VENEZIA, IL “NO” FA SPERARE IL CENTROSINISTRA
Se due indizi fanno una prova, tre sono quasi una certezza. O almeno è quello che auspica il centrosinistra veneziano. In un Veneto in cui il ha prevalso il sì al referendum costituzionale, Venezia ha visto la vittoria del no.
E’ la terza affermazione di fila, in città, della coalizione attualmente all’opposizione: prima le Europee del 2024, dove il Pd fu il partito più votato. Poi le regionali di novembre, dove i voti a sostegno di Manildo furono di più di quelli a sostegno di Stefani. Infine, il referendum sulla giustizia.
Un trend che il Partito Democratico spera possa proseguire anche nelle amministrative del 24 e 25 maggio prossimi, quando il capoluogo veneto dovrà scegliere il suo nuovo sindaco.
Nel 2015 e nel 2020 in città prevalse il centrodestra dell’attuale Primo Cittadino Luigi Brugnaro, che iniziò il secondo mandato addirittura con una vittoria al primo turno. Ma gli ultimi due anni, con le vicende giudiziarie che hanno coinvolto Ca’Farsetti, potrebbero aver stravolto il quadro.
All’orizzonte, insomma, due mesi di serrata campagna elettorale. E il centrosinistra adesso spera davvero nel sorpasso.