LA PROCURA MINORILE: “NUOVO PERSONALE, O SI CHIUDE”
"Dateci il personale minimo, altrimenti qui si rischia di fermare l’attività giudiziaria". La richiesta di aiuto, un vero e proprio allarme, è partita nei giorni scorsi dal Tribunale dei minori di Venezia ed è arrivata dritta dritta al Governo. È stata Monica Mazza, da cinque anni a capo della procura minorile per il Veneto, a mettere nero su bianco le enormi difficoltà dettate dalla carenza di personale amministrativo: gli uffici di piazza Dalla Chiesa a Mestre, se non si interverrà alla svelta, rischiano la paralisi.
La pianta organica dovrebbe essere composta da sedici persone, oggi in tribunale risultano in servizio invece solo sette unità: a rimanere scoperti sono il profilo di direttore, funzionario, e cancelliere esperto, mentre tra gli addetti ai servizi di segreteria la pianta è scoperta al 100%. L'unico modo per andare avanti, ad ora, sono i funzionari a mezzo servizio o prestati dalle altre procure del territorio: il direttore lavora due giorni alla settimana in prestito da Padova, c'è un funzionario che però andrà in pensione a maggio, ci sono un cancelliere esperto e tre assistenti giudiziari tutti con orario part-time. Personale ormai insufficiente a garantire il normale funzionamento dell'ufficio.
La lettera partita da Mestre è stata recapitata al ministero della Giustizia, al sottosegretario di Stato ai minori, a numerosi attori nel campo giuridico. La procuratrice ha chiesto un intervento tempestivo: serve «l'immediata copertura dei posti vacanti del personale amministravo per evitare il blocco totale dei servizi». Se così non fosse, gli uffici della procura per i minorenni rischierebbero infatti di trovarsi allo scoperto nei servizi essenziali, fino a pregiudicarne il normale funzionamento.
Già un anno fa una prima rilevazione aveva denunciato una scopertura, nel Tribunale per i minori di Venezia, superiore a quella media nazionale. Da allora, però, le promesse immissioni di nuovo personale non sono arrivate. Chissà se stavolta, dal Ministero, qualcuno risponderà.