STRAGE DEL BUS, PATTEGGIANO I DIRIGENTI DEL COMUNE
Pene inferiori ai due anni per i sette dirigenti e funzionari comunali coinvolti nell’inchiesta sulla strage del bus di Mestre.
La giudice per l’udienza preliminare di Venezia ha ratificato i patteggiamenti concordati tra le difese e la Procura per l’accusa di omicidio stradale plurimo.
Per alcuni degli indagati le pene sono sospese, mentre per altri sono state convertite in lavori di pubblica utilità.
Al centro dell’inchiesta, le condizioni della barriera di sicurezza sul cavalcavia da cui, il 3 ottobre 2023, precipitò un autobus della società La Linea.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il mezzo avrebbe urtato il guardrail per circa cinquanta metri, prima di raggiungere un’apertura di circa due metri e quaranta e precipitare nel vuoto.
Un impatto devastante, che trasformò una corsa verso un campeggio di Marghera in una tragedia.
A bordo c’erano 35 passeggeri, turisti di diverse nazionalità, partiti da piazzale Roma. Ventidue persone persero la vita, mentre altre 14 rimasero ferite.
La Procura ha contestato ai sette indagati responsabilità legate proprio a quel varco nella barriera, ritenuto un elemento determinante nella caduta del mezzo.
Sul fronte dei risarcimenti, i familiari delle vittime hanno ricevuto oltre venti milioni di euro dalla compagnia assicurativa Allianz.
Un risarcimento che però non potrà cancellare il peso della tragedia.