STOP A SCHENGEN, CODE AL MARCO POLO
L'Italia sospende l'accordo di Schengen con la Spagna e all'aeroporto di Venezia, il terzo italiano per flusso di passeggeri, gli effetti si vedono.
Lunghe code ai controlli per i passeggeri in arrivo dalla penisola iberica. Molti turisti di rientro dalle vacanze hanno dovuto attendere anche oltre un'ora e mezza prima di recuperare i bagagli. Tutti sono stati indirizzati nell'area dedicata agli arrivi extra Schengen, la stessa riservata ai voli provenienti da Paesi fuori dall'Unione Europea, per consentire alla polizia di frontiera di effettuare i controlli sui documenti.
La decisione del Governo è legata alla crisi migratoria nell'enclave spagnola di Ceuta, in Marocco. Dopo i tentativi di migliaia di persone di attraversare quello che viene considerato uno dei confini dell'Unione Europea, l'Italia ha deciso di sospendere per un mese la libera circolazione con la Spagna e rafforzare le verifiche sui cittadini di Paesi terzi in arrivo via aereo e via mare.
Una misura che ha acceso il dibattito politico tra Roma e Madrid. Il Governo spagnolo critica la scelta italiana, mentre non mancano dubbi sulla sua reale efficacia, anche perché gran parte dei migranti arrivati a Ceuta è già rientrata in Marocco e, prima di raggiungere l'Italia, dovrebbe comunque superare ulteriori controlli.
Intanto i numeri raccontano quanto siano stretti i collegamenti tra i due Paesi. Ogni anno più di 3 milioni e 200 mila spagnoli scelgono l'Italia come destinazione turistica, con una spesa complessiva superiore ai 3 miliardi di euro. La rete aeroportuale tra Italia e Spagna è tra le più fitte d'Europa e conta circa 117 mila voli commerciali diretti ogni anno, operati sia dalle compagnie di linea sia dai vettori low cost.
Per questo, anche se la sospensione durerà soltanto un mese, nel pieno dell'estate si temono nuovi rallentamenti e disagi negli aeroporti, soprattutto negli scali con il maggior numero di collegamenti con la Spagna.