PETIZIONI E PROTESTE, BIENNALE ANCORA NEL CICLONE
Ad una settimana dalla pre-apertura della Biennale d'arte, a Venezia il dibattito è ancora più aperto che mai. Non solo contro la Russia, ma anche contro Israele.
Da un lato c'è infatti la presa di posizione di Buttafuoco, che ha riaperto le porte al padiglione di Mosca tra le proteste di molti paesi europei e della Commissione stessa: a giorni, è attesa la risposta di Bruxelles alle repliche inviate da Venezia contro il minacciato taglio dei fondi per due milioni di euro. Dall'altro, però, c'è anche la decisione della giuria che ha annunciato, in maniera del tutto indipendente dall'organizzazione - che per i premi della rassegna d'arte 2026 escluderà non solo Mosca dai papabili, ma anche Tel Aviv, proprio per le accuse ai rispettivi presidenti da parte della corte penale internazionale.
Su quest'ultimo fronte, sua quello israeliano che quello russo, è partita una petizione online che ha già raccolto quasi tremila firme. Una raccolta di sottoscrizioni da parte di chi chiede ai presidenti Pietrangelo Buttafuoco e Solange Farkas di revocare l’esclusione per principio dei padiglioni dei due paesi dalla rosa dei possibili candidati al Leone d'Oro.
Un'iniziativa, sostengono i sottoscrittori, che contrasta con la linea della Biennale: bisogna «rifiutare qualsiasi forma di esclusione o censura dell’arte, la decisione unilaterale della giuria contraddice direttamente i principi dichiarati dalla stessa istituzione perché si tratta di discriminazione nei confronti degli artisti, non dei governi». E nelle stesse ore, nel frattempo, la mobilitazione comincia anche a trovare concretezza, perché sono già stati annunciati due cortei di protesta, in concomitante con l'apertura dei padiglioni.
L'8 maggio, venerdì prossimo, una manifestazione contro "il Padiglione Genocidio" di Israele e a sostegno della Palestina è stata organizzata alla vigilia dell'inaugurazione della Biennale Arte, e promossa da alcuni collettivi e da alcune sigle sindacali che si raduneranno alle 16.30 in viale Garibaldi a Venezia, vicino ai Giardini. Sabato 9 maggio, giorno dell'effettiva inaugurazione, una seconda manifestazione è stata invece chiamata a raccolta da Europa Radicale, Radicali Venezia e altre associazioni: in questo caso, un presidio per protestare direttamente contro la presenza della Russia all'esposizione, con raduno previsto alle 10 del mattino al ponte della Paglia e sfilata in corteo fino ai Giardini della Biennale.