LE SCUOLE NELLE ISOLE DI VENEZIA SONO IN PERICOLO
Nelle isole della Laguna di Venezia studiare è sempre più difficile. Pochi bambini, numeri troppo alti per formare una classe e scuole che rischiano di chiudere.
È questo il problema al centro della mozione presentata in Consiglio regionale da Laura Besio. L’obiettivo è chiaro: far riconoscere le isole veneziane come aree insulari anche per la disciplina scolastica.
Oggi, infatti, realtà come Murano, Burano o Sant’Erasmo vengono trattate come la terraferma. Ma le condizioni sono molto diverse.
Per aprire una classe servono almeno 15 alunni alle elementari e 18 alle medie. Numeri difficili da raggiungere in contesti piccoli e isolati.
Se invece queste scuole fossero inserite nell’elenco delle piccole isole, la soglia scenderebbe a 10 studenti. Una differenza che potrebbe salvare molte classi.
Il problema non è solo organizzativo. Riguarda la vita stessa delle comunità. Senza scuola, le famiglie si spostano. E le isole rischiano di svuotarsi.
La richiesta è quella di applicare norme già esistenti, che riconoscono le peculiarità dei territori insulari.
Tenere aperte le scuole, dicono i dirigenti, significa tenere vive le isole. Un presidio educativo, ma anche sociale. Senza il quale, la laguna rischia di perdere una parte della sua identità.