GIUSTIZIA A VENEZIA, È ALLARME PERSONALE
A Venezia non è soltanto il turismo a mettere sotto pressione la città. A rischio, secondo la Cgil Funzione pubblica, c’è anche il funzionamento di un servizio essenziale: la giustizia.
I numeri parlano chiaro. Dal concorso pubblico nazionale per il reclutamento di 2.600 assistenti a supporto della giurisdizione e dei servizi di cancelleria, erano previsti in Veneto 180 nuovi ingressi, di cui 68 destinati a Venezia. Ma, secondo il sindacato, in laguna ne sono arrivati soltanto cinque.
Un divario che riaccende i riflettori sulle difficoltà di lavorare negli uffici giudiziari veneziani. Il problema principale è il costo della vita: trovare una casa, o anche solo una stanza, è sempre più complicato, tra la scarsità di alloggi disponibili e la diffusione degli affitti brevi. A questo si aggiungono le spese per trasporti, utenze e necessità quotidiane.
E tutto questo, sottolinea la FP CGIL, a fronte di stipendi contenuti, carichi di lavoro elevati e difficoltà nel conciliare vita privata e professionale.
Il sindacato ricorda anche che già nel 2022 il ministro della Giustizia Carlo Nordio aveva riconosciuto le condizioni particolarmente difficili della sede veneziana, indicando la necessità di un’indennità incentivante per il personale.
Ora la domanda della Camera del lavoro veneziana è diretta: senza condizioni più sostenibili, chi sarà disposto a lavorare a Venezia? E soprattutto, come garantire il futuro dei servizi giudiziari in città?