VAIA, LA MONTAGNA OTTO ANNI DOPO LA TEMPESTA
Sono passati otto anni dalla tempesta Vaia, che tra fine ottobre e inizio novembre 2018 devastò le montagne del Nordest. Raffiche di vento oltre i 200 chilometri orari abbatterono milioni di alberi, lasciando una ferita profonda nei boschi del Bellunese, dell’Agordino e dell’Altopiano dei Sette Comuni. Una calamità che danneggiò anche strade e infrastrutture, mettendo in difficoltà intere comunità.
Numeri importanti che indicano l’entità dei danni provocati da Vaia. Tra i luoghi simbolo della devastazione ci sono i Serrai di Sottoguda. A Rocca Pietore la furia dell’acqua sconvolse il canyon. Dopo un lungo intervento di ricostruzione il sito è stato riaperto al pubblico, registrando in questi mesi un successo di visite senza precedenti e diventando l’esempio concreto della rinascita della montagna.
In questi otto anni, oltre 200.000 nuovi alberi sono stati piantumati; coinvolgendo artigiani, forestali e comunità locali sono state recuperate più di 500 tonnellate di legno, ma la montagna continua a fare i conti con le conseguenze di quella devastazione. Alle ferite provocate dalla tempesta si è aggiunta la diffusione del bostrico, insetto che ha colpito numerosi abeti già indeboliti.
Oltre a ricostruire boschi più resistenti, la sfida oggi è tutelare un territorio sempre più esposto agli eventi meteorologici estremi.