PADRE PADRONE DENUNCIATO DOPO 18 ANNI DI VIOLENZE
Quando una denuncia scoperchia un mondo sommerso. Un mondo di violenze nascoste, subite silenziosamente, pensando forse di non avere le armi per rispondere, nei giusti toni e con adeguato supporto, ad una situazione di drammatica dipendenza, inferiorità e peggio, sottomissione. Ce ne sono tanti, di episodi simili che settimanalmente ci raccontano di casi di violenza di genere, aprendoci gli occhi e un mondo inquietante. Quello che avviene dietro le imposte delle nostre case, di quelle dei nostri vicini. Spesso, senza che chi le subisce abbia il coraggio e l’aiuto per uscirne.
L’ultima ci arriva oggi da Mira. Riviera del Brenta, provincia di Venezia. Una donna, nel mese di luglio, si presenta dai carabinieri e denuncia ilo marito. Lo denuncia per maltrattamenti in famiglia, ai danni di lei e delle figlie che vivono con loro.
Comportamenti vessatori, e continui. Le donne, in quella casa, da tempo erano costrette a subire maltrattamenti, minacce di morte, esplosioni di rabbia improvvise causate da banali litigi per motivi futili. Offese verbali, percosse, strattonamenti, e un regime di terrore che si era instaurato da quando lui, padre e marito, aveva costretto tutte a un controllo dispotico, ad un atteggiamento umiliante e prevaricante nei loro confronti, trattenute da un’impossibilità di indipendenza economica che le aveva di fatto costrette ad isolarsi dalla società circostante.
La denuncia, soprattutto, ha fatto emergere un quadro inquietante dal punto di vista temporale: il marito, e il padre, oggi 43enne, portava avanti questi comportamenti dal lontano 2008. Diciott’anni di violenze e vessazioni, praticamente da sempre: sia da quando era iniziato il matrimonio, sia quando erano nate le figlie.
Fino che le donne, insieme, hanno detto basta e hanno denunciato. L’uomo, su ordine del GIP, oggi è stato allontanato da casa, con divieto di avvicinamento e braccialetto elettronico.
Una storia triste, l’ennesima, ma anche la forza di un riscatto. Se sei vittima di violenza, o se conosci qualcuno che è in questa situazione, non rimanere in silenzio: rivolgiti alle forze dell’ordine, ai centri antiviolenza, o chiama il numero 1522.