PADOVA, È CACCIA APERTA ALL’ASSASSINO DI BRUSEGANA
Procedono nel massimo riserbo, ma a ritmo serrato, le indagini dopo l'omicidio consumatosi poco più di ventiquattr'ore fa a Padova, in un'area verde del quartiere di Brusegana. Un delitto maturato in un'area ben nota per giri di spaccio e prostituzione, ma un vero e proprio vero enigma, per gli inquirenti, perché la vittima era una persona apparentemente specchiata, senza scheletri nell'armadio né precedenti di alcun genere.
Marco Cossi, friulano d'origine ma da cinque anni residente a Selvazzano, trascorreva una vita tranquilla. Si era trasferito in provincia per stare vicino alla madre anziana, lavorava come autista nell'ambito della logistica, un contratto stabile e un lavoro come tanti. Ma domenica sera, a differenza del solito, ha fatto qualcosa di inusuale: dopo cena ha salutato la madre, con la quale viveva, ed è uscito. Il motivo di un'uscita che non avveniva spesso è attualmente ciò che la Polizia sta cercando di ricostruire. Delle ore successive, si sa solo che il 48enne è stato ritrovato agonizzante da alcuni passanti sotto il cavalcavia della tangenziale vicino all'aeroporto, in via Isonzo, e nonostante la corsa in ospedale non ce l'ha fatta. Quindici coltellate, alcune al viso e al collo, le altre all'addome. La vittima ha provato a difendersi, ha reagito. probabilmente conosceva il suo assassino, perché in quel luogo, frequentato da pusher, tossici e sbandati, difficilmente sarebbe andato di sua spontanea volontà.
Un particolare su cui si sta cercando di fare luce, è quello del socio in affari. Marco Cossi aveva la passione per la cucina, e aveva investito nell'acquisto di un food truck, uno di quei camioncini per cucinare panini e piadine nelle piazze e alle sagre paesane, e che proprio ieri sera, il 20 aprile, doveva essere inaugurato. Dalla notte dell'omicidio, hanno riferito alcuni conoscenti, il socio in affari sarebbe invece diventato irreperibile.
Un dettaglio certamente da approfondire, per gli inquirenti, ancora alla ricerca di capirci qualcosa. Le uniche certezze al momento sono le seguenti: il movente non dovrebbe essere una rapina finita male, perché l'uomo, ritrovato agonizzante e poi morto in ospedale, aveva ancora addosso a sè portafoglio e denaro. E il numero delle coltellate, ben quindici, fanno ipotizzare un comportamento tipico di quando carnefice e vittima si conoscono. I segni, ieri mattina ancora ben visibili, del tentativo di spostarsi dopo le coltellate, sono stati ripuliti dagli addetti del Comune. Mentre la Scientifica sta ancora lavor4ando per cercare la possibile arma del delitto: ieri non è stata ritrovata, nell'area verde del boschetto, tra ferrovia e tangenziale. C'è anche il rischio che possa essere stata gettata nel vicino corso del Bacchiglione.