FINE VITA: IL CORTOCIRCUITO DELL'IPOCRISIA POLITICA
Il Governo impugna la legge veneta sul fine vita. Una sorpresa, perché è la prima volta che l'esecutivo porta davanti alla Corte Costituzionale la legge di una regione governata del centrodestra. Meno una sorpresa, se si considera che aveva fatto lo stesso con gli analoghi provvedimenti già varati dalle 'rosse' Toscana, Emilia e Sardegna: "Non potevamo operare diversamente solo perché in Veneto guida la Lega", hanno fatto intendere fonti di palazzo Chigi.
La decisione però ha spaccato il Governo al suo interno , con i ministri leghisti che si sono schierati apertamente contrari. E la ragione è sì politica, ma anche di merito, perché la legge approvata dal Veneto aveva già recepito molte questioni sollevate dalla Consulta, aggiornandosi. Sarà la Corte Costituzionale, a dire se sarà stata redatta a prova di ricorso. Il presidente Alberto Stefani si dice convinto che supererà il vaglio della Consulta, dello stesso avviso anche Luca Zaia, che sulla battaglia per regolamentare il fine vita ha messo al firma prima come presidente del Veneto, e oggi del consiglio regionale.
Per l’appunto, questa è un’altra questione su cui, permettetecelo, non possiamo soprassedere. A margine della votazione, in Consiglio dei Ministri, il vicepresidente Antonio Tajani ha fatto mettere a verbale, a nome della delegazione forzista e votando a favore del conflitto di attribuzione, la necessità di un intervento legislativo del Parlamento. Un bel coraggio, permettetecelo: da almeno otto anni è stata la stessa Consulta a dire al legislatore di darsi una mossa sul tema, eppure nemmeno il Governo più lungo e stabile della storia repubblicana ha avuto il coraggio di intavolare una discussione sul tema. E lo sapete perchè? Perché i dilemmi etici sono quelli CHE i governi rischiano di farli saltare: la sensibilità personale degli elettori, e - ci mancherebbe - pure quella dei deputati, su certi argomenti non segue il sentiment del partito di appartenenza. Ed è per questo che a Roma, da quasi un decennio, se ne fregano della situazione, preferendo lasciar cadere la questione nel vuoto a chi verrà dopo, passandosi la più classica patata bollente di mano in mano. Quindi basta, per lo meno, rivendicare il fatto che la competenza spetti al parlamento: le regioni provano a legiferare solo per coprire i vostri buchi. Quindi, cari onorevoli: ma fateci il piacere!