CORTINA, DOPO I GIOCHI LA “MONTI” È GIÀ UN DISASTRO
Le Olimpiadi invernali si sono appena concluse, ma lo Sliding Center di Cortina d'Ampezzo registra già danni per milioni di euro. Sembra impossibile, ma è così: la pista da bob di Cortina, completamente abbattuta e ricostruita in vista dei Giochi olimpici appena conclusi, è costata 118 milioni di euro e secondo la relazione certificata da alcuni periti lo scorso 25 febbraio, al termine delle competizioni, registra già danneggiamenti per una spesa superiore al milione.
Le condizioni dell’impianto a fine olimpiadi sono infatti disastrose: i tecnici hanno certificato ogni cosa in una relazione di 25 pagine, che sottolinea spazi abbandonati «in assenza di qualsiasi pulizia, riordino o sistemazione», edifici e locali tecnici lasciati aperti, compresi quelli come la control room che contengono apparecchi da centinaia di migliaia di euro, tende di protezione rotte, canali di posa e isolamento danneggiati, tubi piegati, viti di fissaggio delle sponde allentate o addirittura assenti, scatole elettriche schiacciate o staccate, fili volanti, reti rovinate, cartongessi e portoni danneggiati. Un disastro per oltre un milione di euro di danni, che la Fondazione Milano-Cortina ha comunque assicurato che ripagherà puntualmente prima di fine marzo, quando ripasserà la struttura al Comune di Cortina, che ne è proprietario.
Un nuovo smacco, però, per una pista nata tra mille dubbi e polemiche, e che non smette di far discutere. Non solo è costata quasi 120 milioni allo Stato, e che nel nostro paese vede meno di un centinaio di praticanti "ufficiali" tra bob, skeleton e slittino. Dopo la dismissione della pista di cesana, che servì per Torino 2006, Cortina sarà l'unica pista attiva in Italia, ma anche per le condizioni in cui si ritrova ora, non può ospitare i campionati italiani che si dovevano svolgere dal 10 al 12 marzo.