TRUFFE A 1200 ANZIANI, SEI A GIUDIZIO
Un'organizzazione radicata nel padovano, ma operativa in diverse province italiane, avrebbe trasformato le vendite porta a porta in un sistema di truffe ed estorsioni ai danni di donne anziane. La Guardia di Finanza di Padova, che già a gennaio aveva arrestato sei persone, ha concluso le indagini e la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio nei loro confronti.
L'inchiesta era partita da controlli sul territorio: gli investigatori avevano notato il tenore di vita particolarmente elevato di alcuni soggetti, tra auto di lusso e locali esclusivi, incompatibile con i redditi dichiarati.
Secondo l'accusa, i venditori si presentavano nelle abitazioni di anziani, casalinghe e pensionati, sostenendo che vecchi contratti firmati anni prima li obbligassero ad acquistare nuovi prodotti per la casa. Ferri da stiro, materassi, pentole e dispositivi elettromedicali venivano proposti a prezzi tra i cinquemila e i settemila euro, spesso attraverso finanziamenti che finivano per gravare su persone già in difficoltà economica.
Quando le vittime cercavano di opporsi, sarebbero scattate pressioni, minacce di azioni legali e persino finte telefonate con presunti responsabili delle aziende, fino a convincerle a firmare nuovi contratti.
Le persone coinvolte sarebbero oltre milleduecento in tutta Italia. I profitti, secondo gli investigatori, derivavano da ricarichi fino all'ottocento per cento sui prodotti venduti e dalle provvigioni ottenute per ogni finanziamento sottoscritto. Nel corso delle indagini sono stati sequestrati beni di lusso, disponibilità finanziarie e patrimoni per un valore complessivo di circa due milioni e mezzo di euro.
Gli indagati dovranno ora rispondere, a vario titolo, delle accuse contestate.