MARCATO ROMPE GLI INDUGI: PARTE LA CORSA PER PADOVA
Non c'è ancora un programma, che però garantisce a breve verrà spiegato e svelato. Non c'è ancora un avversario politico, perché il centrosinistra di Palazzo Moroni è in alto mare. Non c'è ancora una coalizione pronta a sostenerlo, in realtà, ma Roberto Marcato rompe gli indugi e lancia la sua candidatura a sindaco di Padova. In anticipo, perché dice: "Ci vuole tempo per parlare con una città come questa", e in autonomia, in attesa che Forza Italia e Fratelli d'Italia dedicano cosa fare. Ma almeno in casa Lega la condivisione è massima: al lancio della campagna, ci sono tutto il direttivo provinciale, il commissario regionale Tomaello, ci sono soprattutto Zaia e Stefani a spalleggiarlo. All'inizio di una campagna che, a nove mesi dalla presumibile data delle elezioni comunali, sarà lunga e complicata.
I temi sul tavolo sono tanti. Il tram c'è e ci sarà, ammette Marcato che avrebbe preferito scegliere una tecnologia meno datata, e della quale – dice - la città pagherà eredità e conseguenze. Sul nuovo ospedale, garantisce il presidente Stefani, ci saranno invece a breve annunci e novità positive. Sul piatto, allora, c'è l'idea di città che il candidato sindaco vuole proporre.
La chiama la "rivoluzione del sorriso": respingere gli attacchi strumentali, dialogare con la città, con gli alleati e non solo, con il suo stile, stringendo mani in maniera diretta, talvolta tagliente e irriverente, ma che non cambierà per dare un'immagine diversa da quella che ha sempre avuto. Parte da oggi non solo la campagna, ma anche un doppio avviso ai naviganti. Al centrosinistra il messaggio è che la Lega arriva compatta e decisa, alle comunali padovane. Al resto del centrodestra, invece, l'avviso è chiaro: non c'è alternativa a Marcato, se qualcuno vuol fare diversamente , prendere ancora tempo o peggio addirittura proporre nomi alternativi, troverà una Lega compatta e già avanti col progetto, nel sostenere il proprio.