CONGEDO PARENTALE, INDENNITÀ PORTATA ALL’80%
Un primo passo in avanti è stato fatto per il lavoratori che diventano genitori. L’Inps ha annunciato alcune novità sul congedo parentale, aumentando l’ammontare dell’indennità percepita.
Ora i neo-genitori potranno usufruire di tre mesi retribuiti all’80% dello stipendio.
Prima della modifica, l’indennizzo era fissato a scaglioni: 80% per il primo mese, 60% per il secondo, 30% per il terzo mese.
Con la riforma, la coppia di genitori potrà recuperare così il 60% dello stipendio nel secondo e terzo mese.
I successivi mesi di congedo rimangono invece retribuiti al 30%.
Per accedere ai tre mesi di congedo retribuito all’80%, tuttavia, il lavoratore deve essere dipendente e richiedere il permesso entro il sesto anno di vita del neonato
Si tratta di un primo miglioramento delle condizioni lavorative dei genitori, che troppo spesso devono lottare per conciliare lavoro e famiglia.
Se l’inflazione colpisce duro in Italia, un aumento delle indennità parentali può essere utile, ma ci sono ancora molte differenze rispetto ai nostri vicini di casa.
In Spagna, ad esempio, sia il padre che la madre hanno diritto a 16 settimane di congedo ciascuno, retribuite al 100% dello stipendio.
Tanto è ancora da fare anche all’interno dei luoghi di lavoro. In Italia la dolce attesa è più un’amara angoscia, se si lavora.
Il pancione è ancora troppo spesso causa di esclusione dal mondo del lavoro, e ci domandiamo perché in Italia non si fanno figli.