CARO CARBURANTE, IL GOVERNO ALZA LA VOCE
Il Mimit rende noto che, sulla base degli ultimi dati dell'Osservatorio prezzi carburanti, dopo 40 giorni di rialzi ininterrotti dei listini di benzina e gasolio, i prezzi medi registrano i primi ribassi sulla rete, anche se il calo non è omogeneo sul territorio e non coinvolge tutte le regioni. Lungo la rete stradale nazionale, il prezzo medio in modalità "self service" è pari a 1,789 euro al litro per la benzina e 2,181 euro per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 1,823 euro per la benzina e 2,204 euro per il gasolio. Possiamo quindi parlare di effetto minacce del Governo? Non ha usato mezzi termini la Premier Meloni rivolgendosi alle Compagnie Petrolifere visiti i rincari delle ultime ore nonostante il crollo del costo del greggio e del gas a livello internazionale. Meloni avrebbe così tuonato: “tenete i prezzi bassi e non fate i furbi: se la quotazione del petrolio scende, deve calare anche il prezzo dei carburanti . E se provate a speculare, il Governo è pronto ad adottare tutte le misure per fermarvi , compreso tassarvi gli extraprofitti”. Stessa modalità adottata dal Ministro Urso che nel pomeriggio di giovedì 9 aprile ha convocato per un faccia a faccia i manager dei principali fornitori di carburanti sul territorio nazionale, Api-Ip, Eni , Q8 e Tamoil. L’incontro durato circa un’ora , occasione per replicare il messaggio del Governo ad adeguare i prezzi al costo del petrolio.