MEZZI PUBBLICI: 11 COMUNI CHIEDONO IL TICKET UNICO
Un biglietto unico, per muoversi con il trasporto pubblico in tutto il Veneto. Stiamo parlando di una proposta politica, chiariamolo: non c'è un piano regionale che unisca le 11 aziende di trasporto pubblico locale. Ma è un primo passo, perché si tratta di una proposta concreta per migliorare la vita dei cittadini veneti e per permettere loro anche di risparmiare - potenzialmente - qualche soldo. Di questi tempi, ben venga.
A firmare la richiesta sono stati 11 comuni della provincia di Padova, tra i primi proprio il capoluogo. Comuni che, approvando mozioni nei loro consigli, hanno chiesto ufficialmente alla regione Veneto di introdurre il biglietto unico integrando le tariffe degli abbonamenti offerti dalle 11 aziende di trasporto pubbliche del Veneto: da Busitalia a SVT, da MOM ad ACTV, la proposta è di permettere ad un utente di fare un unico abbonamento per usufruire di trasporto ferroviario, urbano ed extraurbano in tutte le sette province.
La proposta, partita da Vigodarzere e Padova, ha visto oggi aggiungersi anche i municipi di Saonara, Vigonza, Selvazzano Dentro, Piazzola sul Brenta, Este, Baone, Brugine, Stanghella e Rubano. Consigli sia di destra che di sinistra, uniti da una richiesta concreta che ora passa alla regione.
Attualmente, con ogni azienda locale che fa da sè, il costo medio di un abbonamento in Veneto oggi è di 45 euro al mese. Il problema è che se un pendolare o uno studente, a questi deve aggiungere magari corriere extraurbane, treni o trasporto urbano, per molti il costo addirittura raddoppia o triplica. Secondo i proponenti, un unico abbonamento permetterebbe di accedere a tutti i servizi e di realizzare economie di scala, aumentando la platea dei destinatari e abbassando i costi complessivi per l'utenza. La palla passa alla regione.