notizie / 24/04/2026 15:48

BRUSEGANA, CASO CHIUSO MA NON DEL TUTTO: IL PUNTO

Prima notte in carcere, per Samuele Donadello: il 45enne di Teolo, amico e socio di Marco Cossi, di cui ora è accusato dell’omicidio volontario, ha trascorso ieri la prima notte da recluso, dopo l’ordinanza di custodia cautelare spiccata ai suoi danni dalla Procura di Padova. Troppo gravi gli indizi di colpevolezza che per ora inchiodano il cuoco al fatto compiuto nella notte tra domenica e lunedì a Padova, a due passi dall’aeroporto Allegri.

Dopo la lite tra la vittima e il suo presunto assassino, scatenata a dire di quest’ultimo da divergenze di vendute sull’attività che i due stavano per intraprendere insieme, Cossi è finito a terra ed è morto dissanguato, colpito con inaudita violenza da almeno 15 coltellate, all’addome, al viso e al collo.

Sarà l’autopsia, sul corpo del 48enne di Selvazzano, ma originario del Friuli, a stabilire con esattezza il numero di fendenti e la causa della morte. Soprattutto saranno i prossimi riscontri al racconto, fornito dal reo confesso martedì in Questura di fronte al PM e agli uomini della Squadra Mobile di Padova, a delinearne le effettive responsabilità.

Marco Cossi viene descritto da tutti come una persona mite e buona. Samuele Donadello, invece, come un violento, con due matrimoni naufragati in mezzo a svariate denunce per maltrattamenti. Eppure, secondo la ricostruzione di quest’ultimo, era stata la vittima a voler utilizzare il furgone per i panini come una copertura per un’attività di spaccio di stupefacenti. Ed era stata la vittima, dice l’omicida reo confesso, a portare il coltello (per ora mai ritrovato) sul luogo dell’incontro tra i due: Cossi l’avrebbe estratto, Donadello l’avrebbe disarmato e poi, forse preso dall’impeto della legittima difesa, si sarebbe accanito su di lui, prima di fuggire. Tutte circostanze che vanno assolutamente confermate con i fatti, e suoi quali sta lavorando la Polizia di concerto con l’autorità giudiziaria.

Non sono ancora stati fissati, nel frattempo, i funerali della vittima. In attesa che venga eseguita l’autopsia, la famiglia attende ancora risposte. Risposte aio troppi punti oscuri che questa vicenda, per quanto in gran parte risolta, porta ancora con sé.

 

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