PRESUNTI FONDI ILLECITI: BRUGNARO, CHIESTO PROCESSO
La Procura di Venezia chiede un nuovo rinvio a giudizio per il sindaco Luigi Brugnaro. Con lui anche il direttore generale del Comune, Morris Ceron. I pubblici ministeri hanno chiuso le indagini sui presunti fondi illeciti utilizzati nella campagna elettorale che nel 2020 portò alla rielezione del primo cittadino.
Secondo l’accusa, le spese elettorali avrebbero superato di oltre mezzo milione di euro il tetto massimo previsto dalla legge, fissato a 330 mila euro per i candidati sindaco. A Brugnaro viene contestato anche il falso in atto pubblico: nel rendiconto presentato alla Corte d’appello avrebbe dichiarato spese per 251 mila euro, una cifra ritenuta non corrispondente al reale volume dei finanziamenti.
Determinante, per l’inchiesta, un’informativa della Guardia di Finanza che stima un beneficio complessivo di fondi vicino ai 900 mila euro, con uno sforamento finale quantificato dalla Procura in 513 mila euro. La prima udienza preliminare è fissata per il 2 aprile.
L’indagine è distinta dalla cosiddetta inchiesta “Palude”, per la quale è già in corso l’udienza preliminare, chiamata a stabilire se disporre o meno il rinvio a giudizio, anche in questo caso, del sindaco Luigi Brugnaro.