FEMMINICIDI: OGNUNO SIA SCUDO DELLA VITTIMA
Circa trecento le persone di tutte le età radunate nella serata di giovedì 20 agosto organizzata dall'Amministrazione di Camponogara per ricordare Tania Terrin. Il suono delle chiavi agitate in aria, i piedi che con forza battono a terra. Gesti simbolici per chiedere libertà e rispetto. Diritti inalienabili ma che ancora non sono garantiti a tutti e tutte. La comunità del piccolo comune veneziano dove Tania risiedeva e dov'è stata strangolata sul divano di casa dal sue ex Dino Keber di 43 anni morto suicida dopo aver compiuto l'omicidio, ha voluto esprimere così il proprio dolore per la perdita della concittadina , nonostante l'improvvisa pioggia. Dal palco la promessa di creare con i Sindaci della Riviera del Brenta alcuni dei quali presenti, una rete a protezione delle donne. Un Centro Antiviolenza in realtà nel territorio è già presente: la Cooperativa Iside di Mestre. Ma prima delle Istituzioni , prima delle Forze dell'Ordine prima ancora delle leggi e di un cambio culturale che passi dall' educazione affettiva nelle scuole. Prima ancora dell'abbattimento del patriarcato, non dovrebbero essere: amici , parenti , vicini , colleghi a porsi come scudo in soccorso alle vittime di ogni forma di violenza? Non è forse più efficace fare rumore prima che venga uccisa l'ennesima madre , moglie , sorella, amica?