CRISI COMPARTO PESCA: CISOA PER DARE OSSIGENO
In queste ore il malumore serpeggia tra le flotte del litorale veneziano. Causa delle tensioni l’uscita in mare di alcune imbarcazioni , nonostante lo stato di agitazione. Gli armatori dell’Alto Adriatico si stanno battendo per chiedere il rinnovo del credito d’imposta e aiuti per la gestione dei costi del carburante. Alcune imbarcazioni fortemente energivore arrivano a spendere 5 mila euro alla settimana. La pesca italiana con 9mila km di coste non è considerata alla stregua di altri settori. Parlano i dati. I pescatori , quindi non gli armatori , percepiscono stipendi che si aggirano intorno ai 10mila euro Isee l’anno. Un lavoro , stupendo ma duro che non viene apprezzato economicamente. Questo causa un quasi inesistente ricambio generazionale che favorisce l’impiego di stranieri che pur di lavorare accettano qualsiasi compromesso.
Innalzamento delle temperature dell’acqua , mucillagini, specie infestanti , caro carburante e fermo biologico della pesca rimborsato a distanza di un anno e mezzo stanno distruggendo il settore. Fondi e aiuti ci sarebbero ma nessuna all’italiana ne controlla la gestione finale. Stride inoltre il costo del venduto sui banchi ittici e l’effettivo incasso degli imbarcati . Qualcosa evidentemente non funziona. Lo stato di agitazione nel frattempo dovrebbe terminare venerdì 5 giugno.
#statodiagitazione #compartoittico #altoadriatico #uila #cisoa