VENETO, NELLA MUTUA UN NUOVO FARMACO FONDAMENTALE
In Veneto si stima che almeno cinquantamila persone soffrano, e di queste moltissimi sono i giovani, di una patologia cutanea cronica, aggressiva e talvolta persino debilitante. Si chiama idrosadenite suppurativa, meglio nota come "acne inversa": una condizione cutanea infiammatoria che compromette la vita personale di chi ne è affetto, perché provoca noduli, ascessi cutanei e cicatrici, portando con sé un notevole carico psicologico per chi si ritrova coinvolto. Una malattia complessa, favorita da una predisposizione genetica e aggravata da diversi fattori come il fumo, l’obesità e un’alimentazione sbilanciata, e che molto spesso viene diagnosticata in ritardo.
Più la terapia è precoce, più risulta efficace. Ma in particolare, negli ultimi anni, si sono sviluppati anticorpi monoclonali in grado di fermare selettivamente le molecole prodotte dai linfociti e responsabili di questa malattia. Una sostanza che da oggi la Regione del Veneto ha reso rimborsabile: un significativo progresso, dicono gli esperti, che offre ai pazienti una terapia che può significativamente migliorarne la qualità di vita.