TV7 NEXT - SI ALLUNGA LA VITA DEI PANNELLI SOLARI
UNO STUDIO DA OLTRE UN MILIONE DI IMPIANTI CHE RISCRIVE LE REGOLE
Per anni il settore fotovoltaico ha fatto affidamento su una stima considerata quasi definitiva: i pannelli solari perdono circa l’1% di efficienza ogni anno. Un dato utilizzato nei modelli finanziari, nelle previsioni di investimento e nelle valutazioni economiche degli impianti. Oggi, però, quella certezza vacilla.
Uno studio pubblicato nel 2026 sulla rivista Energy Economics e condotto dalla Brandenburg University of Technology Cottbus-Senftenberg insieme all’University College London ha analizzato oltre 1,25 milioni di impianti in Germania, per un totale di 34 gigawatt di potenza installata e un arco temporale di 16 anni. Il risultato è sorprendente: il degrado reale dei pannelli si attesta tra lo 0,52% e lo 0,61% annuo.
Una differenza che può sembrare marginale, ma che in realtà cambia profondamente il quadro. Significa che un impianto fotovoltaico mantiene prestazioni più elevate nel tempo, producendo più energia rispetto alle stime precedenti.
Lo studio ha utilizzato un approccio avanzato, integrando dati tecnici degli impianti con informazioni ambientali provenienti dal Copernicus Atmosphere Monitoring Service. Un livello di dettaglio che ha permesso di superare i limiti delle ricerche precedenti, spesso basate su campioni ridotti e periodi di osservazione brevi.
COSTI PIÙ BASSI E NUOVE PROSPETTIVE PER LA TRANSIZIONE ENERGETICA
Le implicazioni economiche di questi risultati sono rilevanti. Se i pannelli degradano meno, la loro vita utile effettiva si allunga e il costo dell’energia prodotta diminuisce. In termini tecnici, si riduce il LCOE, il costo livellato dell’energia, di circa il 4,8%.
Tradotto in numeri concreti, questo significa risparmi significativi. In Germania, si stima una riduzione dei costi di circa 638 milioni di euro all’anno per il mantenimento della capacità installata. Inoltre, la quantità di nuovi moduli necessari per compensare il degrado degli impianti esistenti si dimezza rispetto alle previsioni precedenti.
Un altro elemento interessante riguarda il comportamento dei pannelli nel tempo. Il degrado non è lineare: nei primi anni si registra una perdita più rapida di efficienza, mentre successivamente il processo rallenta. Una dinamica che modifica le strategie di manutenzione e gestione degli impianti.
Anche le condizioni ambientali incidono. Il calore rappresenta il principale fattore di stress per i moduli, soprattutto con l’avanzare dell’età. Gelo e inquinamento hanno un impatto maggiore nelle fasi iniziali, mentre la pioggia può addirittura migliorare le prestazioni, contribuendo alla pulizia delle superfici.
Infine, emerge una differenza tra impianti residenziali e grandi installazioni. Le grandi farm fotovoltaiche tendono a degradare più rapidamente, a causa di condizioni operative più complesse e di una maggiore esposizione a stress ambientali.
Questo studio apre quindi una nuova prospettiva sul fotovoltaico. Non solo conferma l’affidabilità della tecnologia, ma ne rafforza la competitività economica. E in un contesto in cui la transizione energetica richiede investimenti massicci e scelte strategiche, avere dati più precisi significa prendere decisioni migliori.
Per cittadini, imprese e istituzioni, il messaggio è chiaro: il solare non è solo una soluzione sostenibile, ma anche sempre più efficiente e conveniente. E forse, ancora una volta, sono proprio i numeri a raccontare meglio la direzione del futuro.
Servizio a cura di Claudia Chasen, redazione TV7.