TV7 NEXT - AGENTIC AI: L’INTELLIGENZA CHE AGISCE
COS’È L’AGENTIC AI E PERCHÉ LE AZIENDE STANNO CAMBIANDO APPROCCIO
Negli ultimi anni l’intelligenza artificiale è entrata con forza nelle aziende, ma spesso con un approccio ancora superficiale, limitato a strumenti di supporto come chatbot o generatori di contenuti. Oggi, però, si sta aprendo una fase diversa, più concreta e strutturata. È qui che entra in gioco l’agentic AI.
Con questo termine si indicano sistemi basati su agenti autonomi, capaci non solo di elaborare informazioni ma di compiere azioni, prendere decisioni e coordinare attività. In altre parole, non si limitano a suggerire, ma intervengono direttamente nei processi aziendali.
Questo cambiamento è stato al centro dell’evento organizzato da Arsenalia e Salesforce e ospitato nella sala conferenze Santa Caterina a Treviso, che ha visto la partecipazione di importanti realtà imprenditoriali del territorio. Un segnale importante: il tema non è più riservato agli addetti ai lavori, ma sta entrando nel cuore del sistema produttivo locale.
Durante l’incontro, è emersa con chiarezza una consapevolezza: l’intelligenza artificiale non è più una promessa, ma uno strumento concreto che può incidere sulla produttività e sulla competitività delle imprese. Tuttavia, per ottenere risultati reali, serve un cambio di approccio.
Come ha sottolineato Gianluigi Alberici, partner di Arsenalia, azienda attiva nello sviluppo di soluzioni digitali e progetti di intelligenza artificiale per le imprese, uno degli errori più frequenti è quello di sovrastimare gli effetti nel breve periodo. Le aziende si aspettano risultati immediati, senza considerare che l’integrazione di queste tecnologie richiede tempo, adattamento e un percorso strutturato.
Allo stesso tempo, si tende a sottovalutare l’impatto nel lungo periodo, che è invece quello più significativo. L’agentic AI ha il potenziale di trasformare radicalmente i processi aziendali, ma lo fa in modo progressivo, non immediato.
PERSONE, FORMAZIONE E CULTURA: LA VERA SFIDA DELL’AI NELLE AZIENDE
Se la tecnologia rappresenta il motore del cambiamento, le persone ne sono il vero acceleratore. È questo uno dei messaggi più chiari emersi dall’incontro di Treviso.
Secondo l’esperienza condivisa da Arsenalia, che lavora con centinaia di aziende, la resistenza al cambiamento è uno degli ostacoli principali all’adozione dell’intelligenza artificiale. Non si tratta di una resistenza ideologica, ma spesso di una naturale difficoltà nell’approcciarsi a strumenti percepiti come complessi o poco comprensibili.
Per questo motivo, la formazione diventa un passaggio fondamentale. Non basta introdurre nuove tecnologie: serve accompagnare le persone, costruire competenze e creare un contesto in cui l’innovazione venga percepita come un’opportunità e non come una minaccia.
Alberici ha evidenziato come i progetti di successo siano quelli in cui le persone vengono coinvolte fin dall’inizio, con un approccio graduale e partecipativo. Un processo che potremmo definire “maieutico”, in cui le soluzioni emergono anche dal confronto con chi lavora quotidianamente nei processi aziendali.
Questo approccio permette non solo di ridurre le resistenze, ma anche di migliorare la qualità dei progetti. Perché l’intelligenza artificiale, per essere efficace, deve adattarsi al contesto specifico dell’azienda, e non il contrario.
Un altro aspetto rilevante riguarda il territorio. Treviso e il Triveneto rappresentano una delle aree più dinamiche dal punto di vista imprenditoriale, e proprio per questo possono diventare un laboratorio interessante per l’adozione dell’agentic AI. Come emerso durante l’evento, quando imprenditori e tecnologie si incontrano in modo diretto, si crea una combinazione che può accelerare l’innovazione.
L’agentic AI, quindi, non è solo una tecnologia, ma un processo di trasformazione che coinvolge organizzazioni, competenze e modelli culturali. Non si tratta semplicemente di introdurre nuovi strumenti, ma di ripensare il modo in cui si lavora.
E in questo percorso, il confronto tra imprese, esperti e sviluppatori – come quello avvenuto a Treviso – rappresenta un passaggio fondamentale per trasformare una tecnologia emergente in un vantaggio competitivo concreto.
Servizio a cura di Claudia Chasen, redazione TV7.