IL COLPO A UDINE E LA FUGA: TRUFFATRICI ARRESTATE
Inseguite da Udine fino a Venezia, sotto l'occhio discreto, ma costante, prima dei Carabinieri friulani, e poi dei poliziotti veneti. Sono finite in manette così, dopo un lungo pedinamento per centinaia di chilometri, le ennesime truffatrici in trasferta, due donne che a inizio settembre avevano contattato un'anziana del capoluogo friulano, e spacciandosi per appartenenti alle Forze dell’ordine erano riuscite ad arraffare una gran quantità di monili e gioielli.
L'anziana aveva ricevuto la visita al portone di casa di una delle due donne, che aveva millantato la scusa di dover effettuare alcuni accertamenti sui preziosi custoditi in casa per verificarne la provenienza, e che nonostante le titubanze della vittima, alla fine era riuscita a conquistarne la fiducia, a farsi consegnare gioielli e denaro contante, e poi a dileguarsi.
La truffatrice però, non aveva agito da sola pur entrando senza complici nell'appartamento: l'anziana aveva infatti udito due voci femminili al citofono, elemento che ha indirizzato le indagini verso la ricerca di due distinte truffatrici.
Ad operare le prime indagini, sono stati i Carabinieri della Compagnia di Udine, che attraverso le immagini dei sistemi di videosorveglianza, sono riusciti a individuare l’auto utilizzata dalle due donne e a ricostruirne gli spostamenti fino a Monfalcone, dove le due si erano separate. la prima in auto è stata fermata ancora in Friuli, mentre la seconda, salita su un treno, è stata inseguita e poi attesa alla stazione di Mestre dalla Polfer lagunare. Portata in questura, i sospetti sono stati confermati: la refurtiva sottratta alla donna era infatti all'interno di un calzino, nascosto nei pantaloni. Entrambe sono state arrestate, mentre il prezioso maltolto - di grande valore affettivo - è tornato immediatamente alla signora.