SCHIAVA DEI GENITORI ALBANESI: SCAPPA E DENUNCIA
Lei voleva vivere la sua vita, frequentare il suo ragazzo di Feltre, vivere come tutte le amiche della sua età normalmente facevano. Chi non era assolutamente d'accordo, erano mamma e papà, genitori albanesi che proprio per il suo essere nata femmina avevano il potere di decidere tutto per la vita di lei: come vestire, chi frequentare, se e quando usare il telefonino, ovviamente anche chi in futuro avrebbe dovuto sposare.
Il 9 gennaio di due anni fa, la ragazza è riuscita a scappare di casa e a denunciare tutto: si è presentata ai Carabinieri a Feltre e ha descritto che cosa avveniva tra le mura domestiche.
Era state innumerevoli, le occasioni in cui si era sentita dare «balena» e della «nullità», apostrofare con insulti a sfondo sessuale quand'era ancora adolescente. Non poteva uscire di casa se non per andare a scuola, le uscite con il suo ragazzo - che le aveva regalato di nascosto un telefonino per permetterle di comunicare con l'esterno - erano sempre all’insaputa dei genitori. Il suo corpo era coperto di lividi, soprattutto sulla schiena e sulle gambe, il padre la frustava con una cinghia, oppure la prendeva a schiaffi e pugni tanto che le ferite, alcune volte, erano già state notate dai compagni di scuola e dai docenti.
Maltrattamenti, una volta persino una minaccia con un coltello puntato alla gola dal padre, pugni e botte con il mattarello: nel 2024, è fuggita e ha trovato riparo da un'amica, per poi denunciare tutto e dare il via al processo che si è aperto a Belluno ed è stato aggiornato alla prossima udienza. Alla sbarra ci sono i due genitori, accusati di maltrattamenti e lesioni. Nel frattempo, però, il tribunale di minori ha già dichiarato decaduta la loro potestà genitoriale, permettendo così alla figlia - finalmente - di decidere per la sua vita da sé.