PADOVA ECCELLENZA SANITARIA: “MA NON PER IL LAVORO”
C’è un piccolo passo in avanti, nel braccio di ferro tra sindacati dei lavoratori dell'ospedale di Padova e direzione aziendale. Lo stato di agitazione, proclamato dai quasi 1800 lavoratori rappresentati da CGIL e UIL funzione pubblica, è stato per ora sospeso – ma non del tutto revocato – dopo il faccia a faccia tra rappresentanze sindacali e aziendali andato in scena a Padova con la mediazione della prefettura. I lavoratori, da tempo, chiedono interventi strutturali e organizzativi: non ci sono solo le condizioni improponibili per esempio dei locali spogliatoio, gelidi d'inverno e torridi d'estate. Ci sono interi reparti in cui lo stress da lavoro è ormai a livelli di guardia, a causa di turnazione e carichi di lavoro insostenibili.
Il nodo nevralgico della questione, è che i medici non sono l'unica categoria in carenza d'organico. Mancano infatti anche circa 200 infermieri e 120 OSS, rispetto a quello che dovrebbe essere il personale minimo previsto, e pure chi vince i concorsi alla fine preferisce rinunciare e va a lavorare in altri luoghi. Questo provoca un calo nella capacità di servizio ai pazienti, e un peggioramento delle condizioni lavorative di chi invece opera in corsia. L'ultimo nodo arrivato al pettine è la nuova pediatria: un reparto innovativo e all'avanguardia, ma che è pronto ad aprire le sue porte già con meno personale di quel che servirebbe.